Falsi corsi per aspiranti pubblicisti

Condannato imprenditore per truffa

Il Tribunale penale di Perugia, in composizioni monocratica, presieduto dal Dott. Marino Albani, ha condannato dopo un lungo procedimento il Sig. Guerrieri Antonio, titolare della AGSL e della 3D Millenium Publishers a 8 mesi di reclusione e 400 euro di multa perché “al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto con artifici e raggiri consistiti nel pubblicizzare un corso di giornalismo che dopo 5 settimane consentiva … l’iscrizione automatica all’albo dei giornalisti” .


In altre parole,  l’imprenditore campano di 58 anni è stato condannato per il reato di truffa in cui le parti offese oltre all’Ordine dei Giornalisti erano anche i numerosi giovani, che attratti dalla possibilità di svolgere l’attività giornalistica, hanno sborsato alcune migliaia di euro pur di ottenere l’agognato tesserino.
I fatti risalgono al 2004, quando l’organizzazione facente capo al Guerrieri prometteva a giovani aspiranti giornalisti, previo pagamento di rilevanti somme (circa 5.000,00 per un corso di appena 5 settimane), l’automatica iscrizione all’albo dei giornalisti.
La pubblicità dei corsi di formazione, che era stata pubblicata anche su quotidiani nazionali quali “Il Tempo” e “Libero”, era sul punto molto esplicita: “Corso di giornalismo. Sai scrivere? Vuoi trasformare la tua passione in un lavoro? Diventa giornalista. Entra nella nostra redazione. Dopo 5 settimane di corso i tuoi articoli saranno pubblicati e retribuiti a norma di legge. Gli articoli faranno fede per l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti”. Stante il tenore dell’annuncio - secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza - decine e decine di ragazzi di ogni parte d’Italia, pur di ottenere il titolo, pare abbiamo partecipato a questi corsi.
La truffa veniva però scoperta dall’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, che alla verifica della documentazione prodotta da una corsista respingeva la richiesta di iscrizione all’albo. In particolare, gli articoli che dovevano comprovare l’attività biennale compiuta dall’aspirante giornalista erano tutti pubblicati su una rivista on-line (ERA 2000), anch’essa facente capo al Guerrieri, sprovvista però  di una minima struttura redazionale per consentire un corretto svolgimento della pratica giornalistica.
Scattava quindi la denuncia della ragazza che dopo aver sborsato tutte le somme richieste e non aver ottenuto il pagamento degli articoli pubblicati così come promesso, si vedeva anche respingere la domanda di iscrizione da parte dell’Ordine.
Dal canto suo, l’Ordine dei giornalisti si rivolgeva all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, per bloccare la pubblicità ingannevole. L’Authority riconosceva, con delibera del 16 novembre 2005, fondate le richieste dell’Ordine e ordinava la immediata cessazione della pubblicità dei corsi motivando la decisione con la seguente motivazione “ la formulazione dei messaggi induce nei destinatari il convincimento che il corso pubblicizzato sia funzionale all’acquisizione della qualifica professionale e alla conseguente assunzione in un posto di lavoro giornalistico”.
Successivamente l’Ordine insieme alla giovane che aveva per prima denunciato il raggiro, ritenutasi truffata dall’organizzazione messa in piedi dal Guerrieri, si costituivano parte civile nel processo penale. Tutte le parti civili sono state assistite dallo studio legale Rossi-Budelli, tramite il Prof. Simone Budelli,  l’Avv. Cristina Rastelli e l’Avv. Angela Dell’osso.
La pubblica accusa sostenuta dal Dott. Dario Razzi,  aveva chiesto per l’imputato la condanna di un anno e 6 mesi oltre a €600 di multa. La difesa dell’imputato è stata sostenuta dagli Avv.ti Chiara Ferrari e Michele Baratta .


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