Donne e professioni

Parità formale e parità effettiva

Relazione del consigliere dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria Egle Priolo, intervenuta in occasione del Convegno “Donne e professioni …. parità formale e parità effettiva”, organizzato dal CPO dell’Ordine degli avvocati di Terni il 13 dicembre 2013.

Conoscendo diverse redazioni umbre, ho sempre pensato che quella dei giornalisti fosse una categoria equamente rappresentata a livello di genere. Ci sono tante, tantissime colleghe: alle conferenze o in tribunale sono spesso in numero superiore agli uomini. Qualcuna ha ruoli di rilievo. Eppure è stato solo studiando i dati forniti dal Comitato pari opportunità della Federazione nazionale della stampa italiana che ho scoperto come, in realtà, il “gender gap” sia un fenomeno che non risparmia neanche i giornalisti.

GLI ISCRITTI
Lo dicono i numeri: in Umbria su 1507 iscritti (dati 2013), ci sono 418 donne giornaliste pubbliciste contro 744 colleghi pubblicisti. Quasi il doppio, supportato dalla differenza tra giornalisti professionisti: 133 donne e 212 uomini.
I dati nazionali confermano questo andamento: solo il 37,7 per cento dei giornalisti (complessivo dei due elenchi) sono donne.

I COMPENSI
Gli ultimi dati disponibili sono del 2011, ma il quadro non è cambiato neanche per quanto riguarda i compensi. La retribuzione media di colleghe fino a 30 anni è di 21.587 euro, a fronte dei 22.558 dei colleghi. Un divario che aumenta, anziché diminuire, con il crescere dell'età. Una giornalista tra 36 e 40 anni guadagna in un anno 38.339 euro: un collega 45.691 euro. Una giornalista tra 56 e 60 anni percepisce 87.620 euro, un collega ben 105.447 euro.

LA CARRIERA
Dati dell'Inpgi, il nostro ente previdenziale, forniscono anche un quadro della ripartizione delle carriere. In un'analisi su un quinquennio, risulta che solo il 20,03 per cento dei direttori di testata è donna. E solo il 14,14 è vicedirettore, dato che rappresenta il divario più consistente e non lascia ben sperare per il conseguente avanzamento di carriera. Interessante notare come la percentuale sia abbastanza equa per i redattori di prima nomina: 43,98 % di donne, contro il 56,02 di uomini. Il che significa che all'inizio della carriera si parte quasi alla pari, ma l'avanzamento è decisamente più duro per le colleghe giornaliste.

LE TESTATE
Nonostante la maggior parte delle donne giornaliste sono impiegate nei quotidiani, è proprio qui che il divario è incredibile: quasi il triplo dei giornalisti sono uomini (1852 contro 4871). Nelle emittenti radio televisive, invece, il rapporto si avvicina: 845 donne e 934 uomini.

LA DISOCCUPAZIONE
Controtendenza solo i dati sulla disoccupazione, dove le donne sembrano più “fortunate”: sono il 46,9 per cento del totale.

LA PENSIONE
Sui trattamenti pensionistici (sempre fonte Inpgi, analizzati dal nostro Cpo) il “gender gap” è chiaro: solo il 14,95 per cento delle donne usufruisce della pensione di vecchiaia (56,62 % degli uomini) e addirittura soltanto l'1,78 di quella di anzianità (23,62% degli uomini).

 


ORDINE DEI GIORNALISTI
CONSIGLIO REGIONALE
DELL’UMBRIA


via del Macello, 55 – Perugia
Tel: 075/5008235
cell. 340/6883091 (solo urgenze)

E-mail: info@odgumbria.it
Pec: odgumbria@legalmail.it

ORARI DI APERTURA:

dal 1 Aprile 2014

mattina:
dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9,30 alle ore 13,00

continuato:
Mercoledì dalle ore 9,30 alle ore 16,30

D. Lg. 196/2003
Scheda Informativa Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari